I giardini dimenticati

I giardini dimenticati

Forse anch’io sarò così quasi un’ombra leggera tra l’ombre vaganti, curvo, peregrinando muri e lucide corsie, lentamente, dove porte chiare spalancate sbadigliano silenzi disperati. Forse il vile tarlo avrà scavato fosse e allagato il capo di paludi abitate da fantasmi

La fermata

La fermata

Il suo tram aveva una fermata proprio lì, davanti a quella porta. Se ne era accorta un giorno in cui, dal sedile, aveva spinto gli occhi oltre il finestrino, nell’attesa che i passeggeri si avvicendassero. Lo sguardo distratto aveva percorso