Tre luci

Tre luci

Tre luci, oltre il confine di una strada. Ed un filare luminoso, oltre.   “Perché sono infelice?”, si chiedeva un poeta. “Dove sono scappate, le parole? Dove le metonimie, le metafore, i chiasmi? Dove gli endecasillabi, i quinari, i sonetti,

A UN AMICO LONTANO

A UN AMICO LONTANO

Ti ho pensato, al balcone, mentre immergevo gli occhi nel verde rifiorito. Mi manchi? Certamente, spesso talmente forte da non avere posa. Vederti, anche un momento. Parlarti, una sola parola. Ma l’ora troppo dolce ti faceva ad un punto così

Rondini

Rondini

RONDINI E mi hanno ombreggiato al semaforo, improvvise, radenti tra i tetti. Lo stormo veloce, un velo brevissimo d’ali ha segnato nel cielo la traccia, richiamo e memoria di instabili passaggi (c) Gdl

Febbraio

Febbraio

Fu quel goccio lieve di prima primavera, a colpirmi: tra lame azzurre e timidi profumi. Come un amor perduto, e ritrovato (c) GdL

Ipotesi di racconto

Ipotesi di racconto

IPOTESI DI RACCONTO Una donna viaggia da sola su un treno, come si vede in un dipinto di Eduard Hopper. Dove va, o da dove viene? Quanti volti ha la realtà, oltre quello apparente? IPOTESI 1 Aveva chiuso la porta

Amai l’inverno

Amai l’inverno

Amai l’inverno, ed il bozzolo denso degli affetti e il passero affamato alla finestra, richiamo di parole e di sorrisi. Perdurava il ricordo dell’estate, dei tramonti sfumati dell’autunno. Amai l’inverno, e le distese braccia dei rifugi e la neve che

Novembre

Novembre

Novembre, lenta agonia dell’estate. In quest’ora sospesa del crepuscolo è l’eco di una fiamma dentro il cielo a condurci alla sera, a mitigare il tempo – smarrito e desolato – del primo buio. La strada ormai nasconde i suoi contorni,

La fermata

La fermata

Il suo tram aveva una fermata proprio lì, davanti a quella porta. Se ne era accorta un giorno in cui, dal sedile, aveva spinto gli occhi oltre il finestrino, nell’attesa che i passeggeri si avvicendassero. Lo sguardo distratto aveva percorso