In concorso: “La speranza violata”

In concorso: “La speranza violata”

16 Marzo 1973: Laura, 23 anni, alla fermata del bus in una mattina piovosa, estrae una Muratti dal pacchetto, l’accende – gesto liberatorio per una giovane donna, segno di un riscatto , una conquista  in un mondo ancora costruito a misura d’uomo e non di persona – e pensa…le lezioni all’Università la attendono; in questo preciso istante però la sua mente rincorre le grandi lotte per l’emancipazione  che in questi anni si stanno combattendo per accertare a sé stesse e poi agli altri la consapevolezza delle proprie capacità, lo studio da poter praticare in ogni ambito, il desiderio di un lavoro futuro gratificante e produttivo e poi…poi un compagno che sia in grado di capire e di considerare un rapporto alla pari…speranze, forti desideri di cambiamento, una società che aspira ai diritti civili a tutto tondo dopo l’ottenimento di un minimo benessere per tutti.

La voce del professore che spiega la riporta alla realtà…”La satira è un genere peculiare della letteratura latina” Satura tota nostra est” scriveva…

————————————————–

16 Marzo 2015: Elena, 23 anni, all’entrata dell’Università a Milano, in una mattina piovosa, estrae una Winston dal pacchetto, la accende – questo non è più un gesto liberatorio, ormai è consuetudine -e pensa, tra qualche giorno darà un ennesimo esame all’Università ma non teme nulla, è consapevole di potercela fare.

Tutte le porte sono aperte, l’estate prossima andrà negli States per un master e per perfezionare la conoscenza della lingua inglese, il suo pc e il suo smartphone rimandano immagini e notizie da tutto il mondo con una velocità un tempo inimmaginabile.

Qualcuno ora la sta chiamando – ce la può fare – mancano cinque minuti alla lezione – è una sua amica che si trova a New York per lavoro – bello e gratificante questo saluto dopo tanto tempo…

Il suo attuale compagno vorrebbe andare a vivere con lei ormai dopo qualche anno di frequentazione ma Elena è molto perplessa, troppi dubbi la assalgono…la vita in comune, la quotidianità, la ripetitività dei gesti, delle azioni, sarò capita, sarà tutto alla pari?

La mente pullula di pensieri non del tutto sereni, meglio concentrarsi nello studio e pensare al prossimo viaggio a New York, a Manhattan, a Ground Zero…

——————————————

Laura, Elena, generazioni diverse: la prima contrassegnata da un grande salto di qualità, l’essere giunte ad ottenere di studiare e lavorare oltre ad essere moglie e madre, la seconda è una tensione continua in mezzo a un progresso tecnologico velocissimo e senza fine e in una società diversificata e multietnica che esige sempre istruzione maggiore e una conoscenza delle lingue sempre più approfondita per poter accedere a un lavoro qualificato e ben retribuito.

Purtroppo però il problema si ripete nel tempo, monotono e uguale a sé stesso; la difficoltà di essere accettate per quello che si è, come persona nella società e nel privato.

Quando e come si riuscirà a smantellarlo?

Commenti

Nessun commento

Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Lascia un commento