Turista per… casa

Turista per… casa

TURISTI PER… CASA

di Katia Camponovo
vincitrice del concorso “racconti che passione!”

Ci avviciniamo ad agosto – mese dai più consacrato alle vacanze – e chi ha in programma di partire probabilmente è già proiettato col pensiero alla meta che lo attende: esotico o nostrano, al mare o in montagna, città d’arte o borgo antico che sia, il lido d’approdo sarà occasione ideale per immortalare momenti di spensieratezza, paesaggi mozzafiato, meraviglie della natura e angoli da sogno.

Per chi non può partire o per tutti coloro che ritengono non si possano vivere esperienze memorabili se non da turista impegnato a realizzare la vacanza perfetta (magari passando la maggior parte del tempo a scattare, filmare, postare, condividere sui “social” quanto di più acchiappa-visualizzazioni ci possa essere), propongo di provare a riscoprire la bellezza che ci circonda senza che questo sia visto come un ripiego, ma come qualcosa di prezioso da fare innanzitutto per noi stessi, e non solo in agosto, ma ogniqualvolta si desideri ritagliare un po’ di tempo per re-imparare a vivere con calma e con calma apprezzare quanto di bello esiste attorno a noi.

Senza pensare di dover assurgere alle poetiche vette dello scrittore indiano Tagore, che in un suo componimento esprimeva la presa di coscienza del fatto che l’aver viaggiato per anni attraverso molti Paesi gli aveva sì dato l’opportunità di ammirare “alte montagne ed oceani”, ma non di vedere “dallo scalino della mia porta, la goccia di rugiada scintillante sulla spiga di grano”, possiamo anche noi, nel nostro piccolo, imparare a sorprenderci del paesaggio che fa da sfondo al nostro vivere quotidiano e a non darlo per scontato.

Questa riflessione in realtà mi sovvenne un giorno d’estate di ormai parecchi anni addietro: mi trovavo in uno dei bei paesi sulla sponda lombarda del lago Maggiore e per caso capitai nei pressi di un mercatino d’antiquariato. Dal punto in cui ero vedevo alcune bancarelle sovrastate da fili di bandierine colorate che si agitavano alla brezza, il bagliore degli oggetti di rame e ottone ed il biancore delle ceramiche si univa al luccichio del lago sullo sfondo, tutto era immerso in  un’atmosfera di serena allegria. Fu allora che sentii nitidamente le parole di un signore poco distante da me che, rivolgendosi alla moglie, disse: “Guarda che meraviglia! Se fossimo in qualche luogo di vacanza avremmo cominciato a decantare questo posto, ma poiché siamo a casa nostra, chissà quanti non lo apprezzano o addirittura nemmeno ci fanno caso!”.

Fu dunque in quel momento che pensai: “Non sarebbe divertente fare i turisti anche qui?”; provare a passeggiare per le vie del proprio paese o i suoi dintorni con occhi nuovi, alla ricerca di qualcosa che attiri il nostro interesse, come se fosse la prima volta che lo guardiamo.

Più che un esercizio per l’attenzione, sarebbe un esercizio per l’anima, per imparare a sorprendersi nel profondo di cose a cui, apparentemente, si è abituati.  Un esercizio, peraltro, non così facile come potrebbe sembrare: chi ambisce solo allo scatto perfetto, ovunque si trovi, rimane semplicemente un turista e non si trasforma in un cercatore di emozioni.

Se invece sapete cogliere il bello in ciò che quotidianamente vi circonda, allora vuol dire che siete persone speciali, che sapete viaggiare con la mente e con il cuore prima che con il contachilometri.

Perché, come scrisse Kahlil Gibran: “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni, e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi”.

Buona estate a tutti.

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